Riparte dalla Parrocchia di San Frumenzio un volontariato nel territorio
capace di fare rete e guardare lontano
Testimoni delle nuove malattie sociali
Si conclude con una proposta fattiva la settimana di riflessione promossa da Televita, Mo.V.I. Lazio e Caritas nel IV Municipio
Roma, 22 ottobre 2011. Si è conclusa domenica scorsa la settimana di riflessione sui temi della coesione sociale con anziani, emarginati e giovani promossa dalla parrocchia di San Frumenzio e dalla Associazione Televita, con il convegno “Diamoci una mossa”, realizzato da Televita, Mo.V.I. Lazio e Caritas diocesana. Un’occasione che ha visto oltre 500 partecipanti “testimoni di queste nuove malattie sociali” – come ha detto Ettore Masina, moderatore della Tavola rotonda pomeridiana - confrontarsi su questi temi con ricercatori, esponenti del mondo del volontariato ed operatori sociali.
Ma non solo. E’ stata la testimonianza di una comunità cristiana in cammino, fatta di persone che dietro alle parole ascolto, confronto e relazione hanno tessuto reti di sostegno con progetti concreti facendosi sentinelle di quei diritti troppo spesso negati. “Occorre ripartire dalla dimensione interiore, con grande coraggio, approfondendo e consolidando le relazioni” ha spiegato Carla Collicelli del CENSIS. Coraggio che certo non è mancato a queste persone che nel IV Municipio con caparbietà ha dato vita a progetti concreti di relazionalità che ora hanno un nome: Casa accoglienza MAMRE. Riparte dalla Parrocchia di San Frumenzio la volontà di rilanciare e rivendicare un volontariato maturo, non supplente ne tanto meno in sostituzione delle Istituzione, ma stimolo e denuncia verso tutti coloro che devono garantire la piena fruibilità dei diritti. Una “terra di mezzo” tra le grandi manifestazioni e coloro che operano generosamente ma rinchiuse nel loro piccolo orticello.
Un volontariato capace, quindi, di fare ed essere rete, collegamento e voce tra i bisogni espressi dalla comunità e le istituzioni. Un volontariato che torna a svolgere a pieno il suo ruolo di promozione della partecipazione civica: “Un volontariato che va oltre – ha rilanciato con ferma dolcezza Luigina Di Liegro, Presidente della Fondazione Di Liegro – che non ha paura di sporcarsi le mani con la politica e che, al tempo stesso, richiami i politici a fare la propria parte”. Una Politica con la P maiuscola, che torni a parlare ed ad occuparsi del bene comune.“Basta con questo nichilismo, afferma Franco Bagnarol Presidente del Mo.V.I. Nazionale. Oggi esiste nel nostro Paese una riserva di gratuità fatta di giovani, gruppi non formali e spontanei che hanno voglia di fare senza nomi ed etichette. Occorre convogliare tutte queste energie perché non vadano disperse. Come Mo.V.I. riteniamo importante rilanciare una alleanza educativa tra quanti, a diverso titolo, nel mondo del terzo settore, delle agenzie educative, della Chiesa, della comunità vogliano creare nuove sinergie per ripartire con positività ed entusiasmo dai temi educativi”.
“Siamo una città solidale, ribadisce Mons. Enrico Feroci - direttore Caritas di Roma – nel concludere i lavori di questa ultima giornata. Ripartiamo dal nostro impegno e da ciò che c’è. Questa di oggi è un’esperienza importante da cui partire per fare rete e mettere in comune le esperienze”. I numeri illustrati dal Direttore Caritas la dicono lunga: oltre 320 persone si sono iscritte nel mese di ottobre in Caritas per fare un corso di preparazione per volontari. Altri dovranno aspettare il prossimo mese perché non c’era sufficiente spazio per accogliere tutti. Finalmente notizie che sanno di buono ma che spesso passano inosservate proprie perché “ordinarie” nella loro straordinarietà.
Un ringraziamento alla collaborazione fattiva dei Centri di Servizio per il Volontariato del Lazio SPES e CESV che hanno contribuito con le loro esperienze e risorse alla realizzazione di questa giornata.
Ufficio Stampa
Maria Paola Tavazza
393.9912142
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