Volontariato e Politica. Da dove partire????

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Volontariato e Politica. Da dove partire????

Messaggiodi enzomadonia77 » lun feb 08, 2010 10:25 pm

Tra qualche mese in molte regioni si andrà al voto, così come in alcuni comuni. Quale rapporto con la politica? Come costruire percorsi o laboratori di ascolto? Da dove partire per non farsi usare o strumentalizzare :roll: ? Se qualcuno ha qualche esperienza in proposito.... può provare a scriverla....
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Re: Volontariato e Politica. Da dove partire????

Messaggiodi movitp » lun feb 22, 2010 12:17 pm

CREDO CHE LE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO NON DOVREBBERO FARSI STRUMENTALIZZARE DALLA POLITICA, O MEGLIO DA CERTI POLITICANTI LOCALI. AD ESEMPIO ACCADE CHE QUALCHE ODV ORGANIZZI MANIFESTAZIONI LOCALI E CHE GLI ASSESSORI TROVINO L'OCCASIONE PER FAR BELLA MOSTRA DI LORO UTILIZZANDO I VOLONTARI DELLE ODV PER DIMOSTRARE I LORO SINDACI CHE HANNO UN SEGUITO. OPPURE ACCADE CHE VI SONO AREE NATURALI DA GESTIRE E CHE QUALCHE ODV PRESTI LA PROPRIA OPERA IN MANIERA NON ONEROSA INCORRENDO IN SPESE CHE SONO FISIOLOGICHE ALLA CONDUZIONE DI DETTE AREE, CORRENDO IN OGNI CASO IL RISCHIO DI PREGIUDICARE L'INTEGRITA' DI DETTE AREE IN QUANTO LE ODV NON DISPONGONO DI PATRIMONI CAòPACI DI SOSTENERE UNO SFORZO ECONOMICO SUFFICIENTE ALLA CORRETTA TENUTA DEL BENE NATURALISTICO. INTANTO LE AMMINISTRAZIONI LOCALI CHE POSSONO AVERE LA VENTURA DI DARE TALI TIPI DI GESTIONE, SI FANNO BELLE INNANZI ALL'OPINIONE PUBBLICA ASSERENDO CHE HANNO COMPIUTO IL PROPRIO DOVERE APRENDO LE AREE NATURALI ALLA FRUIZIONE DEL PUBBLICO, MA A QUALE COSTO? QUESTI SONO MEZZUCCI CHE LE AMMINISTRAZIONI LOCALI PARE UTILIZZINO PER DIRE CHE FANNO, SENZA POI FARE NULLA. OPPURE ANCORA, SPESSO CAPITA CHE LE ASSOCIAZIONI DI PROTEZIONE CIVILE VENGANO UTILIZZATE PER L'ORGANIZZAZIONE DI EVENTI LOCALI - A ME PARE PIU' PER FAR FOLLA E PARATA CHE ALTRO - E LE STESSA ORGANIZZAZIONI, PARE, CHE STIANO AL GIOCO DEGLI AMMINISTRATORI LOCALI. QUESTE SONO TUTTE FORME, POI NON TANTO SURRETTIZZIE, DI STRUMENTALIZZAZIONE A FINI PROPAGANDISTICI DEI VOLONTARI E DELLE ORGANIZZAZIONI A CUI ADERISCONO. TUTTO CIO' NON E' BELLO, ED I PRIMI A PORRE UN FRENO A TUTTO CIO' DOVREBBERO ESSERE PROPRIO I VOLONTARI E LE ODV A CUI SONO ISCRITTI A PORRE UNO STOP DEFINITIVO, MA, POI, NON SI CAPISCE COMA MAI QUESTI CONTINUINO A PRESTARE IL FIANCO A QUESTO MODO DI FAR POLITICA - CHE DEFINIRE DI BASSO CABOTAGIO E' POCO - DI CERTI AMMINISTRATORI LOCALI E NON SOLO.....!!!
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Re: Volontariato e Politica. Da dove partire????

Messaggiodi Giorgio Volpe » ven mar 12, 2010 2:58 pm

Sono daccordissimo con il post precedente (ma chi sei? Movi Trapani?)
Nell'ultima assemblea nazionale questo è uno dei temi discussi e tra gli obiettivi che ci siamo dati come MoVI c'è anche questo di rilanciare una presenza politica seria e sana del volontariato .. .per far questo dobbiamo tornare a riflettere su chi siamo e che ruolo abbiamo nella nostra società! Ed evitare le strumentalizzazioni di cui parla "movitp"

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Re: Volontariato e Politica. Da dove partire????

Messaggiodi movitp » ven apr 16, 2010 8:25 am

Movi TP: sono ernesto certa, coordinatore del movi della provincia di trapani.
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Re: Volontariato e Politica. Da dove partire????

Messaggiodi AUGUDEBE » mar mag 11, 2010 9:48 pm

E' tempo di elezioni nel Volontariato. A Trieste un gruppo imprenditoriale che stampa un mensile ha pensato bene di candidare tre dipendenti (il capo e due altri subordinati). Tutti volontari! (ma non sappiamo un gran che). Diverse Associazioni sembrano condividere la "novità" che si presenta anche con un programma aziendalistico fatto anche di assunzioni di dirigenti (??). Il MOVi Regionale ha dato indicazioni diverse, che mirano alla riconferma del Consigliere del CSV uscente. (Andino Castellano) Ed ha ragione. Mi è venuta questa riflessione che Vi propongo:
Tempo di Elezioni nel volontariato: preoccupazioni e necessità
Il bello del volontariato è che sa rispondere, sa muoversi in relazione al detto evangelico che racchiude l’attualità odierna meglio di altre parole “Voi avrete tribolazioni nel mondo, ma abbiate fiducia io ho vinto il mondo” (Gv 16,33). Per questa ragione bisogna eleggere, bisogna individuare chi non solo non è servo – il mondo attuale non vuole i servi – ma chi non vuole e non sa essere impiegato e funzionario del sistema volontariato, cioè dell’attuale stato-società. Troppe regolamentazioni ci trasformano in imbroglioni ed in gente meschina, autoreferenziale che gode nell’apparire e paga per questo mentre i bisogni culturali e materiali restano al palo. Troppe attività del presente non hanno senso. E se da più parti si sente dire che è questo mondo che bisogna cambiare ben pochi si rendono conto che occorre subordinare il tempo presente al potere imperativo di un fine. Quello relazionale, per chi sa cosa è il volontariato. Per i valori di utilità e di scambio per chi si è già scavata la nicchia adattativa e conformista e dell’apparire più o meno spettacolarizzato. Ebbene, temiamo le lobby anche se non sono altro che reti o reticoli di piccole imprese che cercano di cavalcare le meschinità “umane” dei sedicenti volontari e dei loro apparati che nemmeno sanno bene come rapportarsi con il mondo delle fondazioni bancarie e con quello della politica. Il volontariato ha bisogno di libertà, di autonomia, di immediatezza e di essere riconosciuto per i suoi fini statutari perché correlati ai bisogni veri e non al mondo degli azzecca garbugli fatti passare per ‘professionalità’, mercatismo, concorrenza. Il volontariato non è azienda. Attenzione a chi si eleggerà, a chi è espressione di lobby mascherate e che nessuno sa quale ‘volontariato’ concreto abbia mai esercitato. Nel dubbio, meglio riconfermare come dice la signora Maria che di volontariato ha fatto il segno della sua vita.
Augusto
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